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venerdì 2 novembre 2012

DISPLASIA DEL GOMITO NEL CANE CONSULENZA ON LINE

La Displasia del Gomito e’ una sindrome clinica che colpisce i cani giovani in accrescimento appartenenti a razze di taglia media-grande e gigante: La Displasia del Gomito comprende le seguenti affezioni:
MANCATA UNIONE DEL PROCESSO ANCONEO (UAP) -FRAMMENTAZIONE DEL PROCESSO CORONOIDEO MEDIALE DELL’ULNA(FCP) -OSTEOCONDRITE DISSECANTE DELLA TROCLEA OMERALE (OCD) -INCONGRUENZA ARTICOLARE
RAZZE PIU’ FREQUENTEMENTE COLPITE DA FCP
- GOLDEN RETRIEVER - PASTORE TEDESCO - ROTTWEILER - LABRADOR - TERRANOVA - CHOW CHOW
RAZZE PIU’ FREQUENTEMENTE COLPITE DA OCD
- DOGUE DE BORDEUX - ROTTWEILER - LABRADOR RETRIEVER - GOLDEN RETRIEVER - TERRANOVA
RAZZE PIU’ FREQUENTEMENTE COLPITE DA UAP
- PASTORE TEDESCO - CANE CORSO - ALANO - MASTINO NAPOLETANO - TERRANOVA - BASSET HOUND - BRACCO ITALIANO
INCONGRUENZA ARTICOLARE
E’caratterizzata da uno scalino (due linee rosse nella rx )determinato da una eccessiva lunghezza del radio rispetto all’ulna o viceversa .
Bisogna porre molta attenzione nella interpretazione delle immagini radiografiche perche’ spesso e’ soggetto a false positivita’.Fondamentale e’ l’esame clinico del gomito che in caso di incongurenza presenta delle limitazione nella flessione del gomito con avvolte dolore . Nella deambulazione spesso e’ presente una zoppia moderata che si accentua con il movimento La terapia e’ chirurgica con una osteotomia prossimale dell’ulna( Dynamic Ulnar Osteotomy DUO) Dott Alessandro Prota Chirurgo Ortopedico Veterinario Consulenza on line 3393201159

domenica 29 luglio 2012

FRATTURA FEMORE CUCCIOLO CANE

FRATTURA FEMORE CANE CUCCIOLO CON SCHEGGE RIDUCIBILI
RIDUZIONE FRATTURA CON FISSATORE ESTERNO METODO TIE IN
Nei soggetti molto giovani e' di fondamentale importanza inserire i chiodi o eventuali placche lontano dalla fisi epifisarie (linee radiotrasparenti) dove l'osso si accresce (allunga). Nel caso in questione un cucciolo di Pastore Tedesco di 3 mesi e' stato applicato un fissatore esterno metodo Tie In(il fissatore si aggancia al chiodo centromidollare) con riduzione delle schegge osse con filo assorbibile ,si e' evitato l'uso dei cerchiaggi metallici che alterano l'irrorazione periostale interferendo sulla formazione del callo osseo con eventuali sequestri ossei e pseudoartrosi. Dott Alessandro Prota contatti 3393201159

sabato 7 gennaio 2012

LUSSAZIONE COXOFEMORALE NEL CANE.

L’origine di questa patologia e’ traumatica spesso in seguito ad un incidente stradale ma avvolte puo’ avvenire per un lieve trauma nei pazienti displasici con una cattiva copertura acetabolare in tal caso la semplice riduzione della testa femorale non e’ sufficiente e spesso si deve associare una tetto plastica , nei casi piu’ gravi una protesi d’anca o l’asportazione della testa femorale . LUSSAZIONE SOGGETTO DISPLASICO:
LEGAMENTO ROTONDO FEMORE:
Segni clinici La zoppia e’ grave l’arto in relazione alla direzione della lussazione puo’ essere piu’ lungo o piu’ corto rispetto al controlaterale con extrarotazione del ginocchio e adduzione della gamba se la lussazione e’ dorsale e craniale in caso di lussazione ventrale l’arto sara’ piu’ lungo del contro laterale con abduzione della gamba e intrarotazione del ginocchio. Terapia Se la lussazione e’ recente (nelle prime 24 -72 ore) si procede alla riduzione con una manovra a cielo chiuso (senza aprire l’articolazione)dopo la riduzione di procede con una fasciatura di Ehmer modificata . Importante nella riduzione in anestesia di non forzare particolarmente l’arto per evitare di lesionare la cartilagine articolare della testa del femore e di creare fratture parcellari del bordo acetabolare.Se e’ presente troppa resistenza e’ preferibile procedere alla riduzione a cielo aperto con una piccola incisione dell’articolazione coxofemorale .
TECNICHE CHIRURGICHE LUSSAZIONE COXOFEMORALE:
CAPSULORRAFIA sutura della capsula articolare SUTURA ILEOFEMORALE un filo (che passa avanti all’acetabolo e sotto al grande trocantere del femore) che impedisce abduzione e l’extraruotazione della testa del femore dell’arto posteriore PROTESIZZAZIONE CAPSULA ARTICOLARE :con viti di ancoraggio sul margine aceta bolare e filo non riassorbibile per la ricostruzione della caspula articolare PROTESI CAPSULA CON ANCORETTE O VITI:
TOGGLE PIN ( fissazione con cavigliotto)per la ricostruzione del legamento rotondo TOGGLE PIN POST OPERATORIO:
CAVIGLIOTTO(ditta Securos):
La scelta del metodo e’in relazione al danno capsulare ,dalla copertura acetabolare ,dalla preferenza del chirurgo,possibilita’ nella gestione del postoperatorio. Il metodo Toggle Pin consiste nel ricostruire il legamento rotondo (legamento che unisce la testa del femore all’acetabolo) attraverso un tunnel nel collo femorale e l’aggancio del filo con un cavigliotto nel foro aceta bolare ,il filo viene fissato con un bottone all’uscita del tunnel osseo. Questa tecnica e’ da preferirsi quando la capsula articolare e’ fortemente danneggiata e quindi impossibile ripararla . Avvolte si associa al cavigliotto una capsulorrafia con rinforzo attraverso delle ancorette avvitate sul cercine acetabolare, si fa passare un filo sintetico che ricostruisce la capsula articolare agganciandosi al collo femorale
Dott Alessandro Prota
Ortopedia ,Chirurgia Oncologica Veterinaria Consulenza Veterinaria on line 3393201159

sabato 22 ottobre 2011

ARTROSI DEL GOMITO NEL CANE :UNA TECNICA CHIRURGICA PER ALLEVIARE IL DOLORE



Nella Displasia del Gomito del Cane in seguito a frammentazione del Processo Coronoideo(FCP) si crea una infiammazione del comparto mediale del Gomito

.Il Tendine Bicipite termina con due porzioni una sul Radio ed un’altra sull’Ulna attaccandosi in prossimità del Processo Coronoideo ,con la tensione del tendine durante il movimento c’e’ una pressione sul compartimento mediale dell’ulna a livello del processo coronoideo frammentato cosi facendo si provoca il dolore al gomito.,L’intervento consiste nell’asportazione del frammento (coronoidectomia) ed incisione della terminazione tendinea ulnare annullando la tensione del tendine sulla zona infiammata articolare(Hulse et al.)
freccia rossa :Processo Coronoideo Frammentato (FCP)





L’intervento di rilascio della porzione ulnare del tendine bicipite(Biceps Ulnar Release Procedure BURP) allevia il dolore al cane migliorando l’escursione articolare.



La tecnica di Hulse diminuisce il carico sul comparto mediale del gomito spostando la porzione ulnare del tendine del bicipite in una posizione più laterale ,e’ senz’altro una tecnica interessante e promettente nel tempo.

Dott Alessandro Prota
Consulenza Veterinaria on line 3393201159

sabato 9 luglio 2011

TETTOPLASTICA ACETABOLARE NELLA DISPLASIA DELL’ANCA DEL CANE :TECNICA MODIFICATA

TETTOPLASTICA ACETABOLARE MODIFICATA:



La Tettoplastica Acetabolare e’ un’intervento chirurgico dell’anca del cane che consiste nel creare un tetto al di sopra del margine aceta bolare (parte superiore dell’acetabolo) per dare un migliore alloggiamento della testa nell’acetabolo in modo che la testa poggi su una superfice meglio distribuita. L’intervento classico di Slocum prevede il prelievo di listarelle dall’Ileo che vengono suturate alla capsula , per evitare di intrappolare ed irritare il nervo sciatico con l’impianto osseo viene discontinuato il legamento sacro tuberoso che passa al di sopra del suddetto nervo. L’innesto di osso determina una reazione osteocartilaginea che prolunga il margine dorsale dell’acetabolo .Il tessuto osteocartilagineo formatosi avvolte crea dei problemi all’abduzione dell’anca(portare l’arto verso l’esterno) con limitazione del movimento all’estenzione ed irritazione del nervo sciatico che viene intrappolato posteriormente dall’impianto osseo avvolte sovradimenzionato Ho deciso quindi di modificare l’intervento creando uno Slot (fessura della corticale esterna dell’ileo)sulla porzione anteriore del margine acetabolare con impianto a palizzata delle lamelle ossee prelevate dall’ileo con una sporgenza ossea limitata di pochi centimetri in modo da non toccare il passaggio del nervo sciatico (che passa posteriormente all’acetabolo)e rendere piu’ liberi i movimenti di abduzione dell’anca .Le lamelle ossee quindi non vengono piu’ suturate alla capsula articolare ma incastrate in una fessura (slot) del margine acetabolare, sotto le lamelle viene inserita la spongiosa(prelevata dall’ileo) per rinforzare l’innesto osseo e favorirne meglio la osteointegrazione.al disopra della capsula articolare Il risultato e’ un prolungamento del margine acetabolare che impedisce la sublussazione della testa femorale con un’andatura piu’ sicura e indolore, rallentando i processi artrosici a carico dell’articolazione coxofemorale. Il candidato ideale per questa chirurgia deve avere una testa del femore sana senza principi di segni artrosici . Il postoperatorio prevede un degenza in gabbia per alcune settimane e poi movimento controllato a guinzaglio per 6 settimane


Dott Alessandro Prota
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domenica 19 dicembre 2010

ARTROSI NEL CANE :LA TERAPIA

L’infiltrazione articolare rappresenta una tecnica terapeutica importante nel trattamento di alcune patologie dell'apparato locomotore,. Trova principali indicazioni nella patologia degenerativa (osteoartrosi) ed infiammatoria (artrite) e nella patologia tendinea (peritendiniti, tendiniti e tendinopatie inserzionali).
ARTROSI GINOCCHIO CANE:




La terapia infiltrativa presenta numerosi vantaggi, primo fra tutti la possibilità di introdurre il farmaco direttamente nel sito d'azione richiesto con miglioramento della sintomatologia clinica dolorosa, ripresa della mobilità articolare e riduzione del consumo dei farmaci (antiinfiammatori, antidolorifici, etc…) abitualmente utilizzati per la terapia dell’artrosi; inoltre è una tecnica di rapida esecuzione e poco rischiosa per il paziente, soprattutto se utilizzata con l’ausilio dell’ecografia; infatti la procedura eco-guidata, permette di seguire “passo-passo” la traiettoria dell’ago e l’introduzione del farmaco dentro l’articolazione, evitando danni alle strutture peri-articolari (vasi e nervi) e riducendo al minimo l’eventualità di andare fuori “bersaglio”, con conseguente inefficacia del trattamento.
Oltre ai cortisonici, dotati di sola azione anti infiammatoria e pertanto destinati ad ottenere, nella migliore delle ipotesi, un successo momentaneo, il farmaco più utilizzato è l’acido ialuronico (HA), componente naturale della cartilagine e del liquido sinoviale; esso lubrifica e assorbe gli shock subiti dall’articolazione durante i movimenti. L’infiltrazione intra-articolare di acido jaluronico è indicata nel trattamento conservativo delle malattie degenerative articolari: gonartrosi (artrosi del ginocchio), coxartrosi (artrosi dell’anca), artrosi della spalla, etc… Tale procedura, se praticata in maniera corretta, procura un sollievo dal dolore a lungo termine; inoltre il trattamento è sostanzialmente privo di effetti collaterali. L’acido ialuronico rimane infatti confinato dentro l’articolazione dove svolge una funzione meccanica (lubrifica l’articolazione) ed una funzione “biologica” , aumentando la qualità della cartilagine.
Nell’artrosi l’integrazione con condroprotettori ha una sua rilevanza nelle fasi iniziali e soprattutto come prevenzione li dove esistono fattori predisponenti come difetti di appiombo, sublussazioni , eccesso di carico ,intensa attivita’ e predisposizione di razza.Nelle forme avanzate l’integrazione con condroprotettori ha un valore scarso.
Negli ultimi anni si sta sviluppando l’infiltrazione intrarticolare e periarticolare con PRP (Platet Rich Plasma)
le piastrine funzionino da starter fisiologico e modulatori per la riparazione, i molteplici fattori di crescita (TGF, PDGF, EFG.. ecc) promuovano la proliferazione e migrazione cellulare non che la sintesi proteica e in fine altri modulatori vadano ad agire sulla rivascolarizzazione del tessuto


Il sangue è composto da una parte corpuscolata costituita da cellule e una parte liquida contenente proteine, ormoni e nutrienti. Le cellule ematiche della parte corpuscolata sono i globuli rossi (eritrociti), i globuli bianchi (leucociti), e le piastrine. La parte liquida cioè il plasma è formato invece dal 90% di acqua con l'aggiunta di proteine e ormoni. Per separare le diverse componenti del sangue viene usato un procedimento chiamato centifugazione che accellera la separazione di corpi che hanno diversa densità.
La centrifugazione ci darà una divisione ben netta tra il plasma e la parte cortuscolata; la parte più densa disposta in fondo alla provetta mentre quella meno densa cioè il plasma nella parte soprastante.


Basterà quindi prelevare la parte superiore della nostra provetta per avere il nostro "plasma arricchito di piastrine" cioè il plasma e la parte di piastrine/globuli bianchi. Ottenuto il nostro PRP si infiltra con una siringa direttamente sul tessuto danneggiato .Personalmente associo questa tecnica con prodotti omotossicologici che agiscono in sinergia con le piastrine .
L’infiltrazione si effettua ad intervalli settimanali con cicli di 5- 10 applicazioni a secondo della gravita’’Durante il trattamento non si devono assumere antinfiammatori perche’ annullano l’azione del PRP che richiama sangue nella zona per riparare i tessuti danneggiati .Il PRP trova inoltre indicazione per le riparazioni tessutali nei processi artrosici a carico della colonna vertebrale e per accellerare la formazione del callo osseo nelle fratture .

sabato 18 dicembre 2010

ROTTURA DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE NEL CANE :THIGTROPE UNA TECNICA NUOVA E POCO INVASIVA:




Una tecnica poco invasiva consiste nella applicazione di un filo resistente che attraverso dei fori nel femore e nella tibia stabilizza il ginocchio

Video TECNICA CON LIGAFIBA :

Trova indicazione in casi selezionati meglio se in soggetti poco pesanti specie in eta’ avanzata che richiedono una breve anestesia.Si procede con una miniartrotomia per pulire il ginocchio da residui del legamento rotto ,eventuale meniscectomia parziale o totale se il menisco e’ lesionato.Due piccoli accessi in entrambi i lati per fare passare il filo sintetico.A differenza della Imbricazione classica laterale rispetta di piu’ i punti isometrici delle inserzione del Legamento Crociato Anteriore,evitando uno stress eccessivo a carico del filo impiantato. E’ una tecnica efficace e poco costosa rispetto alle tecniche che modificano il piatto tibiale o l’avanzamento delle tuberosita’ tibiale (TPLO,TTA,TTO,TWO)che trovano invece indicazioni in soggetti giovani atletici e pesanti.E’ la classica tecnica per il paziente anziano non troppo pesante che richiede una breve anestesia.